Sport for inclusion: al via la seconda fase del progetto tra sport e inclusione

Il progetto “Sport for Inclusion”, sostenuto da Fondazione Prosolidar e attuato da Sport for Inclusion Network, prosegue il suo percorso volto a coniugare attività fisica e inclusione sociale. Dopo il successo della fase estiva, l’iniziativa entra ora nel vivo della programmazione invernale.

La prima tappa: il successo del “Fight Camp”

La prima azione del progetto si è conclusa con il “Fight Camp”, un modello innovativo di camp che integra sport e riabilitazione. Per sette giorni, bambini dai 6 ai 13 anni affetti da paralisi cerebrale infantile — provenienti da diverse regioni d’Italia e dall’estero — hanno partecipato a oltre 60 ore di attività. Il programma ha puntato sul potenziamento motorio e cognitivo attraverso l’apprendimento imitativo, grazie al supporto costante di tutor specializzati e al coinvolgimento dei compagni di gioco.

La seconda azione: l’innovazione della “Sci-terapia”

Il progetto prosegue ora con una iniziativa pilota dedicata alla sci-terapia, rivolta a 23 giovani con diverse disabilità fisiche e cognitive. Le attività si svolgeranno tra le località di Folgaria (Trentino) e Courmayeur (Valle d’Aosta).

L’iniziativa persegue un duplice obiettivo:

  • Terapeutico e ludico-motorio: offrire un’esperienza sportiva completa e benefici funzionali concreti.
  • Sistemico: creare un modello replicabile che garantisca, in ogni località sciistica, un’accoglienza standardizzata, metodi di insegnamento omogenei e l’accesso ad ausili specifici e personalizzati.

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